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Un’altra libertà economica

Cos’è un’economia “libera”? Un recente articolo di Jeffrey Friedman e Wladimir Kraus dell’American Enterprise Institute, pubblicato dal Wall Street Journal, ricorda alcune importanti verità: “In un mondo complesso nessuno sa davvero cosa avrà successo fino a quando non la si prova”, scrivono. Per questo abbiamo bisogno di una società nella quale le persone siano concorrenza innovando, non imitandosi a vicenda.

L’economia reale può essere molto diversa da un sistema ideale di concorrenza attraverso l’innovazione: il comportamento gregario è sempre presente. “Il capitalismo sarà probabilmente sempre soggetto a bolle finanziarie e altre manifestazioni di comportamento ‘omogeneo’, ma solo perché è una parte della natura umana che le persone seguano la folla. Questo è un rischio che può essere ridotto, ma non eliminato”, scrivono Friedman e Kraus. La concorrenza, però, “mitiga [il comportamento gregario] incoraggiando e traendo vantaggio del comportamento ‘eterogeneo’, cioè dell’innovazione”.

Questo significa che la concorrenza e l’innovazione hanno bisogno di un ambiente adeguato in cui fiorire. I mercati non sono la semplice somma delle aziende private, ma una speciale relazioni tra esse; non sono un’istituzione naturale, e sono vulnerabili: sia il big government che le big corporations possono bloccarne il funzionamento. Questa è la vera lezione di Adam Smith, di Joseph Schumpeter e anche di Friedrich von Hayek.

Quindi un errore trarne la conseguenza – come fanno Friedman e Kraus insieme a tutti i neoliberali – che il sistema economico richiede meno regole: non è una questione di quantità, ma di qualità. Come la libertà in generale, la libertà economica, che è il presupposto dell’innovazione – si basa sulle buone regole ed è schiacciata dalle decisioni arbitrarie: questa  la lezione della prima Scuola di Chicago – e principalmente di Henry C. Simons – dimenticata dalla Scuola di Chicago poi guidata da Milton Friedman. Una lezione coerente con un’altra importante verità, ricordata dal filosofo Karl Popper: la libertà senza regole è la libertà dei più forti. Il mondo ha bisogno di libertà per tutti.